Quando si parla di totemismo ci si riferisce ad un insieme di credenze che si basano sull’esistenza di un rapporto tra un clan ed totem.

Per comprende il concetto di totemismo occorre dapprima comprendere il concetto di totem.

Il Totem è un essere o una categoria di esseri con i quali gruppo umano (denominato clan) si ritiene essere in un particolare rapporto di parentela. Il termine totem è stato introdotto nel 1791 dal viaggiatore inglese J. Long. Deriva dal termine ototeman, che nella lingua degli Ojibwa (gruppo di indiani della regione dei Grandi Laghi, in America settentrionale) significa “egli è della mia parentela”.

Per totem si intende quindi una specie animale, vegetale o un fenomeno naturale. Il totem è considerato un oggetto di riverenza e devozione che gli uomini di uno stesso  clan non possono cacciare, danneggiare, consumare o nominare, in base ai casi.

Secondo la visione totemista esiste una stretta relazione tra esseri umani e forze  della natura. 

Origini Totemismo

Ma da cosa nasce questa credenza?

Parte integrante del totemismo è il tabù.

Il tabù, che significa proibizione e divieto è nel totemismo, una vera e propria interdizione sacrale relativa a un  totem.

Nasce nelle società primitive per ragioni diverse, correlate soprattutto a maledizioni antiche, alla credenza che gli antenati di un determinato  clan avessero in origine la natura di un certo animale oppure avessero ricevuto da  esso protezione o benefici.

Per questi motivi in certi clan è, ad esempio, considerato tabù, e quindi proibito, mangiare la carne di un preciso animale, ad altri clan non è permesso sposare membri di determinate etnie, in altri ancora è vietato abbattere un particolare albero.

Per comprendere la portata e l’importanza del totemismo si può riportare quanto documentato da Gianni Roghi, un noto giornalista italiano che scrisse:  «Sono noti diversi casi, documentati da medici europei assolutamente attendibili,  in cui la morte è sopravvenuta nell’arco di una sola giornata, senza obiettiva causa  fisiopatologica, per la semplice maledizione rituale di un padre, o per la violazione  di un tabù personale. Nell’Africa nera morire senza una ragione che noi bianchi de-  finiremmo precisa, non è poi così insolito. Un giovane uomo, in ottima salute,  morì in seguito a una paralisi respiratoria dopo aver schiacciato inavvertitamente  un innocuo ragnetto, suo animale totemico, sedendosi su una piroga». 

Totemismo e magia

Il totemismo e la magia sono strettamente correlati. Questa religione è rappresentata diversamente in base al tipo di società in cui si manifesta. Idem per i rituali che variano in base alle convinzioni locali legate al luogo in cui vengono praticati. Tra i più noti rituali del totemismo ci sono i seguenti.

Shona

L’uso dei totem tra gli aborigeni di Shona dello Zimbabwein per scopi ritualistici sono: come protezione contro l’incesto, il rafforzamento dell’identità di ogni clan e l’esecuzione di lodi attraverso la poesia recitata.

Maori

Gli aborigeni maori della Nuova Zelanda pensano che ogni cosa sia legata l’una all’altra dagli antenati di ogni animale, pianta o persona.

Erano

Il membro della tribù dopo aver sognato un suo antenato, studia il comportamento di ciascun animale della specie che il suo antenato gli ha suggerito per definire quale abbia lo spirito del suo antenato protettivo dentro di sé.

Birhor

Questa tribù originaria dell’India è convinta che gli animali, gli oggetti o le piante che ciascun totem rappresenta non possono essere danneggiati, perché altrimenti si danneggerebbe la relazione con gli antenati di ciascun membro.

Il totemismo in un certo senso è correlato all’animismo: il totem ha un’anima.